The Mutant Chronicles + Eden Log

The Mutant Chronicles
di Simon Hunter (regista inglese che proveniente dal mondo della pubblicità)
con Ron Perlman (Hellboy) e John Malkovich in una piccola parte.

Tratto da un gioco di ruolo (vienuto poi anche fumetto), racconta il viaggio di un gruppo di eroi che cercano di salvare la terra. Per riuscire nell'impresa dovranno piazzare un'antica bomba nel cuore della "Macchina", un grandioso marchingegno rimesso accidentalmente in moto dalle recenti guerre fra le Corporazioni che governano il mondo. Il mondo è in rovina proprio a causa della Macchina, che a partire dai morti genera dei mutanti implacabili.. ma un antico libro di profezie guiderà l'eroico gruppo fino alla meta.

Girato con un budget non proprio da Kolossal, ambientato in un futuro vittoriano con macchine a vapore (http://it.wikipedia.org/wiki/Steampunk), con delle idee non proprio da buttar via, una fotografia interessante, con viraggi che ricordano lo stile di 300, prometteva bene a partire dai trailer che giravano in rete qualche tempo fa.. purtroppo le buone cose finiscono qua, una recitazione mediocre (a tratti ridicola), una CGI che cerca di nascondere evidenti limiti tecnici senza riuscirci completamente e un montaggio scarso, fanno scendere il film sotto la linea della sufficienza.

Il principale difetto è però quello di rivolgersi a nessun pubblico in particolare, non è abbastanza audace da piacere ad un pubblico di nicchia, né abbastanza "commerciale" per un pubblico più ampio. Un occasione sprecata che lascia tristemente indifferenti.
Voto 5,5

Eden Log
di Franck Vestiel, simpatico regista francese (aiuto-regista di Dante 01), con Clovis Cornillac (Asterix)
Un uomo si risveglia nel fango, all'interno di una caverna, privo di memoria, inseguito da strane creature, e comincia il suo viaggio verso la superficie, ricostruendo man mano il suo passato..

La storia che si dipana lungo il film è interessante ed inquietante, lo stile narrativo ricorda molto quello dei videogiochi (half life su tutti), girato nelle fogne di Parigi, con una fotografia graffiante, quasi priva di colori, il contrasto luce-ombra è altissimo, lo spazio in cui muoversi poco e la sensazione di claustrofobia traspare da ogni scena e movimento. Girato quasi sempre con telecamera a spalla, il film è un vero e proprio viaggio, non solo attraverso lo spazio ma sopratutto interiore, costruito su diversi piani narrativi, supportato da una colonna sonora minimale ma sempre efficace, ed è per questo che il regista prima della proiezione augura al pubblico "bon voyage".

Un film però non perfetto, che soffre di una narrazione troppo lenta ed una lunghezza eccessiva, ma in complesso un bel film, con interessanti spunti su cui riflettere e con un carattere sicuramente ben deciso.
Voto 7